Cles, il Giardino del Brenta totalizza 2.500 visitatori

La “vetrina” del Parco naturale presente per sei settimane all’ex Grand Hotel si è dimostrata una iniziativa riuscita, con il sostegno di un privato e senza l’Apt


di Giacomo Eccher


CLES. Ha chiuso con successo il Giardino del Brenta, uno spaccato dell'omonimo Parco naturale al centro di Cles che in meno di sei settimane (dal 16 luglio al 4 settembre) ha totalizzato 2.500 visitatori, con una media di 75 ingressi giornalieri e con punte in agosto di oltre centodieci visitatori. «E questo nonostante l'assenza di sostegno anche a livello di informazione da parte della locale azienda di promozione turistica e della istituzioni pubbliche» - ha detto ieri Paolo Leonardi, l'editore del mensile “Il Melo” che ha promosso l'iniziativa d'intesa con il Parco Adamello Brenta e la collaborazione del Cfp, che ha messo a disposizione giovani stagisti per la custodia.

Alla conferenza stampa è intervenuto il vicepresidente del Parco, Ivano Pezzi, che ha giudicato molto positiva questa esperienza sia in termini di numeri, sia come prospettiva di valorizzazione del Parco naturale con una finestra “di richiamo” su una piazza turisticamente e logisticamente importante come Cles, al centro delle valli del Noce. L'originalità della proposta (infatti l'attività è stata curata da un periodico ed i locali sono stati messi a disposizione gratuitamente da un privato, cosa piuttosto inusuale in Trentino) è riecheggiata più volte negli interventi dei due relatori. Il Giardino del Brenta è stato ospitato nella cosiddetta “Val di Non Expo”, un ampio spazio di 250 mq prospiciente piazza Granda, negli avvolti dell'ex Grand Hotel di asburgica memoria. «Un locale per esposizioni ed incontri ampio e centrale che con alcuni lavori di ristrutturazione già previsti potrà arrivare ad ampliarsi di altri 100 mq» - ha aggiunto Leonardi.

Dalla data dell'inaugurazione della Val di Non Expo, il 28 novembre 2015, sono trascorsi solamente nove mesi, ma l'attività svolta è stata intensa e di qualità. Alcuni numeri: sette mostre espositive realizzate; nove le collaborazioni con associazioni del territorio come l'Associazione artigiani, le Antiche Fornaci di Sfruz, l'Accademia Anaune di Cles, la Fondazione de Carneri e i Fossili di Fero Valentini, e ben 12 serate pubbliche e convegni.

Positivo, si diceva, il commento del vicepresidente del Parco. «Coinvolgere il privato è fondamentale per dare del Parco una visione puntuale e completa anche se ovviamente con la regia pubblica. Ringrazio Il Melo e l'editore Leonardi che ci hanno dato questa occasione per portare uno spaccato del parco naturale nella borgata di Cles, l'idea è stata davvero molto apprezzata» - ha sottolineato Pezzi. Infatti la media di 75 visitatori al giorno registrata a Cles è oltremodo significativa considerata la novità della proposta e la sua scarsa divulgazione tanto più se paragonata ai 100 ingressi medi giornalieri del punto informativo che il Parco ha storicamente a Campiglio.

Come ha evidenziato Pezzi, l'allestimento del Giardino del Brenta a Cles, che verrà ora smantellato, è stato realizzato in pochissimi giorni dagli operai del Parco su progetto della dottoressa Elisa Cattani con diorami ed animali, tra cui due esemplari di orso, molto inquadrati con i selfie dai visitatori. Pezzi ha anche preannunciato l'intenzione del Parco, quando sarà insediato il nuovo direttore, di valutare la possibilità allestire un punto promozionale stabile a Cles per le tante bellezze “nonese” del Parco come Tovel, il Peller e la straordinaria e poco conosciuta val Nana.













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