Sapienza prima università al mondo in Classics & Ancient History e tra le prime dieci con Archeology e History of Art. È la prima volta che un'università italiana si colloca con 3 materie nella Top 10 della classifica QS World University Rankings by Subject resa pubblica il 25 marzo.
L'edizione 2026 del Report conferma per il sesto anno consecutivo il primato assoluto dell'Ateneo negli studi classici, unico primato mondiale per le università italiane, e premia l'ambito umanistico con il 7° posto assoluto assegnato sia agli studi storico-artistici sia a quelli archeologici, con Archaeology che passa dalla 11ª posizione alla 7ª e History of Arts che balza dalla 18ª alla 7ª.
L'Italia si colloca al terzo posto tra i paesi dell'Ue per numero di università classificate, dietro alla Francia e alla Germania, ma al secondo posto per numero totale di voci, superata solo dalla Germania.
L'Italia è inoltre uno dei tre paesi dell'Ue a vantare una voce classificata al primo posto mondiale, insieme alla Svezia e ai Paesi Bassi, che guidano la classifica con due voci e si colloca al secondo posto tra i paesi dell'Ue sia per le voci nella top 10 che nella top 20, superata solo dai Paesi Bassi. Un totale di 60 atenei italiani (rispetto ai 56 del 2025) compaiono 769 volte nella classifica di quest'anno — di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi. L'Italia è il settimo paese più rappresentato per numero di università classificate.
Di tutte le voci cumulative, il 28% ha registrato un miglioramento, il 35% è rimasto invariato e il 24% ha subito un calo, mentre 97 sono nuove voci, con un miglioramento netto del 4% rispetto all'anno precedente. Le università italiane si sono aggiudicate 163 posizioni nella top 100 mondiale nelle 55 classifiche per disciplina e nelle cinque grandi aree di studio. L'Italia registra il terzo miglioramento su base annua più elevato (7%) tra i paesi dell'Ue con almeno 50 voci, a pari merito con la Repubblica Ceca. Solo il Portogallo (14%) e la Polonia (11%) mostrano un miglioramento netto più marcato. "I risultati dell'Italia di quest'anno - commenta Nunzio Quacquarelli, presidente Qs - mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi. Atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese.
Allo stesso tempo, i risultati evidenziano le sfide strutturali che il settore della formazione universitaria italiana deve affrontare. Per l'Italia, la sfida non è semplicemente quella di preservare i punti di forza di lunga data, ma di svilupparli ulteriormente, attraverso continui investimenti nella capacità di ricerca, nella collaborazione internazionale, nell'attrazione e nella fidelizzazione dei talenti e in una più ampia diffusione dell'eccellenza tra le Atenei e le discipline. L'Italia possiede il patrimonio accademico, la base istituzionale e la diversità disciplinare per competere in modo molto efficace sulla scena mondiale. Il passo successivo è convertire tale potenziale in prestazioni elevate e più costanti in tutto il sistema".
La visibilità internazionale dell'Italia nelle diverse discipline - fanno notare gli esperti di Qs - è sostenuta in misura prevalente dai grandi atenei pubblici generalisti, che continuano a rappresentare l'ossatura del sistema universitario nazionale.
Bologna guida il Paese con 50 voci, seguita da Sapienza con 46 e dall'Università di Padova con 40. Seguono l'Università degli Studi di Milano con 38, l'Università degli Studi di Firenze con 34, l'Università degli Studi di Napoli Federico II con 31, l'Università degli Studi di Pisa con 30 e l'Università degli Studi di Torino con 29. Il Politecnico di Milano, pur caratterizzato da un orientamento più marcatamente specialistico, registra 26 presenze, confermandosi tra i principali contributori italiani. Ai livelli più alti della classifica, la rappresentanza italiana si concentra in un numero ristretto di istituzioni. Solo pochi atenei collocano discipline nella top 10 mondiale: Sapienza Università di Roma con tre presenze, Politecnico di Milano e Università Bocconi con due ciascuno, e Scuola Normale Superiore con una. Accanto al vertice assoluto, l'Italia registra ulteriori risultati di particolare rilievo: il Politecnico di Milano è sesto in Architettura, l'Università Bocconi è nona in Marketing, la Scuola Normale Superiore è decima in Lettere classiche e Storia antica, l'Università Iuav di Venezia è 14ma in Storia dell'arte, il Politecnico di Torino è 18mo in Architettura e l'Alma Mater Studiorum - Università di Bologna è 19ma in Archeologia. Nella top 20 mondiale, Università Bocconi e Politecnico di Milano guidano il Paese con quattro presenze ciascuno, seguiti da Sapienza con tre.
Completano il quadro il Politecnico di Torino con due presenze e, con una presenza ciascuno, l'Università di Bologna, la Scuola Normale Superiore e l'Università Iuav di Venezia.
Nella top 50, il Politecnico di Milano si colloca al primo posto tra gli atenei italiani con 10 presenze, convertendo in risultati di fascia alta il 38% del proprio totale. Seguono l'Università di Bologna con nove, quindi Sapienza e Politecnico di Torino con sei ciascuno, e Università Bocconi con cinque. Il dato segnala con particolare evidenza la capacità del Politecnico di Milano di concentrare la propria presenza in aree di eccellenza globale, distinguendosi per intensità della performance oltre che per qualità del posizionamento. Nella top 100 mondiale, infine, emergono con forza anche la continuità e la profondità della presenza italiana. Bologna e Sapienza registrano entrambe 26 presenze, il dato più elevato a livello nazionale, seguite dal Politecnico di Milano con 15, dall'Università di Padova con 12, dal Politecnico di Torino con 10 e, con otto ciascuno, da Università Bocconi e Università degli Studi di Milano.
"I risultati dell'Italia di quest'anno - commenta Nunzio Quacquarelli, presidente Qs - mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi. Atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese
Anche l'Università di Padova conferma la propria competitività nel panorama accademico internazionale secondo i risultati del QS World University Rankings by Subject 2026, la classifica elaborata dall'agenzia internazionale Quacquarelli Symonds che analizza le performance delle università del mondo nelle singole discipline accademiche. Su 6.277 istituzioni universitarie analizzate a livello globale, l'Ateneo patavino figura in 40 delle 54 discipline oggetto di valutazione. In particolare due discipline dell'Università di Padova si collocano tra le migliori 50 al mondo, e altre 10 rientrano nella Top 100 mondiale. Psychology entra nella Top 50 globale e ha il primo posto assoluto in Italia; Veterinary Science è anch'essa nella Top 50 mondiale. Nella Top 100 mondiale, e al primo posto in Italia anche due discipline che riguardano le Scienze della Terra: Geology, Geophysics ed Earth & Marine Sciences.
E il Politecnico di Milano si conferma tra le eccellenze accademiche internazionali nella nuova edizione del QS World University Rankings by Subject 2026, conquistando il 6° posto mondiale in Architettura e Ambiente Costruito, il 7° in Design e il 20° in Ingegneria e Tecnologia. In un'edizione che ha analizzato 6.277 università, a fronte delle 1.543 considerate nel 2022, e ne ha classificate 1.912, l'Ateneo consolida il proprio posizionamento nei suoi ambiti distintivi. Spiccano inoltre il 14° posto in Ingegneria meccanica, aeronautica e manifatturiera e in Ingegneria civile e strutturale.
"Il QS Rankings resta un indicatore importante: non si limita a misurare la nostra reputazione e il nostro posizionamento, ma orienta concretamente flussi di persone. Questa edizione conferma la solidità di una strategia costruita nel tempo: rafforzare la dimensione internazionale, innovare la didattica, consolidare il rapporto con le imprese, integrare ricerca di base e applicata - commenta Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano - In un contesto geopolitico ed economico in cui la tecnologia è un fattore determinante, essere tra i primi venti atenei al mondo significa poterci misurare con i principali attori globali su sfide sempre più complesse. Sfide che richiedono un approccio interdisciplinare, che il Politecnico di Milano ha scelto di promuovere con convinzione".