Canile comunale di Rovereto: assegnazione sospesa dal Tar
Accolta la richiesta di Arcadia Onlus. L'11 maggio la decisione nel merito. Secondo i vecchi gestori le due associazioni vincitrici non erano idonee a partecipare alla gara
ROVERETO. Sarà il Tar a decidere il futuro del canile di Rovereto: ha accolto la sospensiva di efficacia dell’assegnazione della gestione del canile comunale a Arca e Canile di Villotta e l’11 maggio deciderà nel merito. Quello che al momento è già certo però è che l’associazione Arca che si era aggiudicata la gara ha ufficialmente rinunciato al subentro che sarebbe dovuto avvenire il primo maggio, dichiarando di non essere in grado di gestire nell’immediato il passaggio di consegne. In effetti se Arcadia si porterà via tutto quanto di sua proprietà (tra l’altro i tre furgoni, l’attrezzatura per l’accalappiamento, gli estintori, le maniglie di sicurezza e medicinali) Arca dovrebbe sobbarcarsi una spesa vicina ai 50 mila euro, senza nessuna certezza sul futuro della gestione.
Comunque andrà a finire, siamo di fronte ad una serie di anomalie a partire da un ricorso d’urgenza al Tar presentato senza aver avuto l’accesso agli atti. «L’abbiamo dovuto fare - spiega Gigi Raffo presidente dell’associazione Arcadia- per non far decadere i termini, dal momento che da parte dell’amministrazione comunale ci sono stati dei ritardi nel comunicare l’aggiudicazione e depositarne le motivazioni. Quando il 20 aprile si sono presentati ai cancelli del canile tecnici comunali insieme ai rappresentanti delle associazioni assegnatarie, non c’era nessun documento ufficiale. Li ho fatti entrare come visitatori; solo a sera del 21 è arrivata la pec.» Quindi il vostro ricorso non potendo riguardare la gara in sé stessa, su cosa si basa? «Contestiamo tutta una serie di irregolarità procedurali da parte dell’amministrazione comunale che porterebbero all’annullamento dell’assegnazione. Contestiamo anche l’idoneità dell’associazione ausiliaria Canile di Villotta di Chions che di fatto è l’assegnataria.» Cioè il canile verrebbe gestito da una realtà friulana? «Esattamente perché L’Arca di Brentonico non avrebbe titoli per una gestione diretta e quindi si è appoggiata ad un’altra associazione». Perché l’associazione Canile di Villotta non sarebbe idonea? «Parlano le sentenze e le ordinanze di condanna le cui copie abbiamo consegnato al Comune, che ha fatto finta di nulla.»
Ricorso a parte, sarebbe stato possibile un subentro automatico alla vostra gestione? «Questa è un’altra anomalia. Come si può pensare che un’associazione che non ha esperienza nella gestione del canile se non tramite la società ausiliaria ne sia in grado? A questo punto ci rendiamo disponibili ad una sorta di cogestione con Arca fino all’esito del ricorso, premesso che siamo disposti ad andare fino al Consiglio di Stato».