Panarotta, arriva la neve: prime piste aperte 

Oltre all’area vicina al rifugio, si scia anche su Malga 1 e Malga 2: ok anche “Furet” e campo scuola



PANAROTTA . Aperta anche se in parte la Panarotta. La neve si è finalmente fatta vedere ed è stata il toccasana per le piste. Non tutte, ma insieme all’area vicina al rifugio, anche la Malga 1 e la Malga 2. Che sono state subito prese d’assalto a dimostrazione della tanta voglia che c’è di sciare in Panarotta. Aperti anche il tappeto semovente del “Furet”, e il campo scuola. La Panarotta non è stata fortunata quest’anno. Prima il nubifragio di fine ottobre, che aveva seriamente danneggiato il patrimonio boschivo provocando seri inconvenienti anche alla viabilità. Da questo evento era riuscita a venire fuori grazie anche all’impegno di molti, poi le temperature non certo favorevoli compresa anche l’ inversione termica rispetto al fondovalle, erano quasi sempre sopra lo zero. Infine, le molte giornate ventose che, nonostante le temperature favorevoli hanno osteggiato l’opera dei cannoni sparaneve completando il danno con formazioni del ghiaccio nella fase di captazione dell’acqua.

Le immagini della WebCam hanno ripreso a funzionare nel senso che mostrano piste ora innevate. Purtroppo quest’anno le vacanze natalizie hanno dato poco al comprensorio sciistico e all’ambiente. Si è ripetuto quanto avvenuto qualche anno fa. Nell’inverno 2015, la situazione era la stessa. Ora la neve è arrivata e ha completato l’offerta. Perché tutto il resto è (ed era) pronto: Chalet Panarotta, Ristorante Malga Montagna Granda, Scuola di sci. La nuova seggiovia della Malga fino a Cima Esi ha superato il collaudo, e appunto chalet e “noleggio”sono completamente rinnovati. La “Esi” è una seggiovia di seconda mano acquistata da San Martino di Castrozza, poi “rigenerata” e rimessa in funzione sulla Panarotta. Ma ha pur sempre quasi 30 anni di vita alle spalle. Svolge tuttavia la sua funzione ed egregiamente. Anche la viabilità è migliorata.

Certo, la stagione può ancora riprendersi alla grande, ma purtroppo sarà comunque “zoppa” in attesa di poter usufruire anche della “Storta” e della “Rigolor” e soprattutto approfittare della strada bassa dalla maga Montagna Granda alla Valle dei Mocheni: da utilizzare a piedi o con le auto, ma non come collegamento sciistico. E lasciare l’auto alla Malga per una passeggiata di un paio di chilometri, sembra essere una “scoperta” dal punto di vista panoramico. Il nubifragio di fine ottobre ha infatti schiantato vaste aree di alberi aprendo una visione fantastica sul gruppo di Brenta. (r.g.)













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