Al via Dare, la strada europea per la sovranità digitale
Sviluppare una nuova generazione di microchipinnovativi per isupercomputer del futuro e l'IA e garantire la sovranità digitale europea: è l’obiettivo diDare, il progetto europeo iniziato formalmente con unbudget iniziale di 240 milioni di euronei primi tre anni e che vede coinvolta anchel’Italia con ilCentro Nazionale Icsc, che coordina unconsorzio composto dasette università e enti di ricercaitaliani.
“Dare segna una pietra miliare per la sovranità digitale europea”, ha detto Anders Jensen, Direttore Esecutivo dello EuroHpc Joint Undertaking. “Questa ambiziosa iniziativa promuoverà l’innovazione nelle tecnologie hardware e software, sfruttando tutto il potenziale dell’Hpc (il cosiddetto supercalcolo) e dell’Ia per sviluppare soluzioni sicure, efficienti e guidate dall’Europa per il futuro”. Acronimo di Digital Autonomy with Risc-V in Europe, Dare punta allo sviluppo di una filiera completa, dalla ricerca alla realizzazione, dellanuova generazione di microchip denominati chiplet, capaci diintegrarenello stesso substratoidiversi sistemi coinvolti nellacomputazione.
Dare riunisce38 partner di spicco da tutta Europa,tra cui l’Icsc – Centro Nazionale di Ricerca in Hpc, Big Data e Quantum Computing, capofila di un consorzio che comprende anche le Università di Torino, Pisa e Sapienza di Roma, i Politecnici di Torino e Milano, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati Sissa di Trieste e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Con Dare,l’Europa punta a trasformarsida consumatricedi soluzionihardware e softwarein un continente leaderdel settore, così garantirsi la propriaindipendenza tecnologica, non esporsi ai rischi di sicurezza, stabilità economica e competitività tecnologica legati all’approvvigionamento da paesi terzi.
“L’ecosistema della ricerca italiana in ambito Hpc – ha sottolineato Marco Aldinucci, responsabile scientifico per il Centro Nazionale Icsc in Dare – ha le competenze necessarie per avere un ruolo importante in Dare. Sono competenze rare in Europa, che vanno dalla progettazione di strumenti di programmazione, alla progettazione e la verifica dell’hardware e dei protocolli di rete fra chip, alle applicazioni che sono diventate punti di riferimento per l’area Hpc, come QuantumEspresso”.