Procreazione assistita, stop all’attività: «Forse si riprende a giugno»
Il centro PMA di Arco. Il primario Luehwink: «Tutto fermo da marzo. Tante le coppie in attesa, ora ci stiamo riorganizzando per la fase-2»
trento. A causa dell’infezione Covid 19, anche in Trentino, all’ospedale di Arco, la PMA, Procreazione Medico Assistita, ha sospeso l’avvio di nuovi cicli. Una decisione, presa a seguito di un’ordinanza del Ministro alla salute Roberto Speranza, che ha di fatto obbligato molte coppie a rimandare i loro progetti. Per conoscere la situazione, ne parliamo con Arne Luehwink, direttore del centro per la PMA dell’ospedale di Arco.
Dottor Luehwink qual è la situazione del centro di PMA di Arco?
Già all’inizio di marzo, ancor prima dell’ordinanza, ci siamo confrontati con tutti i grossi centri pubblici di PMA, siamo tutti in rete, e di comune accordo abbiamo preso la decisione di ridurre e sospendere l’attività che abbiamo ritenuta a rischio. Qui abbiamo mantenuto solo l’attività di crioconservazione legata, soprattutto per alcuni giovani malati oncologici, alla preservazione della loro fertilità.
Qual è ora l’attività?
Anche nel nostro reparto sono cambiate molte cose, abbiamo comunque mantenuto il percorso nascita e l’attività ginecologica urgente, ma anche noi siamo tutti riconvertiti per seguire i pazienti Covid. Abbiamo aperto un secondo reparto per i pazienti con una patologia media-lieve, applichiamo le terapie mediche sotto la supervisione degli pneumologi e di un internista. I ginecologi e i chirurghi, tutto l’organico medico, infermieristico e gli Oss del nostro reparto seguono i pazienti. I nostri biologi sono al lavoro a Trento con i biologi del S.Chiara. Ci sono poi due persone in segreteria che raccolgono richieste e danno informazioni in merito al centro PMA. In una zona che possiamo definire “pulita” abbiamo fatto spazio per il day hospital oncologico, affinché i pazienti possano eseguire le terapie in sicurezza.
Vi state preparando per la tanto attesa fase 2?
Siamo ancora nel pieno della fase 1, ma da qualche giorno stiamo vedendo che la pressione sta piano piano diminuendo. Stiamo pensando a come organizzare la ripresa. Certamente è importante capire quando saremo di nuovo tutti insieme in reparto per poter ripartire. Non posso fare promesse, so che ci sono tante coppie in attesa e per loro abbiamo una grande comprensione, ci piacerebbe ricominciare a giugno riprendendo la lista di attesa sospesa a marzo, ma vedremo.
Come pensa di organizzare l’attività, saranno necessarie alcune novità?
Prima di tutto per evitare al massimo gli spostamenti stiamo pensando di fare dei colloqui utilizzando la telemedicina. Dovremo sicuramente modificare la sistemazione delle nostre sale d’attesa per ridurre al minimo la possibilità di contatto e di eventuale contagio. Poi in accordo con gli altri centri di PMA stiamo lavorando a organizzare la nostra attività con la presenza comunque di Covid, organizzando dei momenti di triage che possano identificare il rischio reale.
In conclusione un messaggio positivo alle coppie?
La notizia positiva è che al momento non risultano problemi dovuti all’infezione per il nascituro. Di questo virus non si sa ancora molto, i centri di PMA si sono fermati ma mi auguro davvero che la pausa sia solo di tre mesi. Poi ricominceremo tutti insieme dando il nostro contributo per aiutare le coppie, i risultati sono più che soddisfacenti: in Italia sono circa 1500 al mese i bambini nati con il supporto dei centri PMA .