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“La Casa della Sat”: 70 anni di storia e di storie

Venerdì 28 febbraio la presentazione del volume e visita guidata allo storico palazzo che ospita la Società degli Alpinisti Tridentini. In un libro le vicissitudini del palazzo e delle persone che lo hanno abitato



TRENTO. Da 70 anni lo storico Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti, conosciuto come Palazzo Saracini- Cresseri, in via Manci a Trento, è sede della Sat.  Per celebrare questo importante anniversario, la Società degli Alpinisti Tridentini ha voluto ripercorrere la sua storia architettonica e di Comunità nel libro “La Casa della Sat”.

Il volume sarà presentato venerdì 28 febbraio alle 17 nella sede e casa della Sat in via Manci 57 a Trento, con l’intervento e la partecipazione delle rappresentanze istituzionali e sociali del territorio e una visita guidata al Palazzo.

“La Casa della Sat” è un libro narrativo e illustrativo, ricco di testimonianze, che racconta la storia di Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti, uno dei più importanti palazzi della città di Trento e che ripercorre, nella narrazione, la storia trentina attraverso le diverse case che hanno ospitato la Società degli Alpinisti Tridentini. “Una storia che non è solo cronaca di luoghi – scrive nella premessa il presidente di Sat, Cristian Ferrari – ma il racconto di una comunità, un’idea condivisa di valori che si sono tramandati nel tempo, un luogo dove l’amicizia e la passione per l’alpinismo si intrecciano e continuano da oltre 150 anni”.

Curato da Riccardo Decarli, responsabile della biblioteca e dell’archivio di Sat ed autore di numerose biografie, “La Casa della Sat" vede la collaborazione del direttore Sat Claudio Ambrosi, dell’architetta Giorgia Gentilini, di Andrea Petizzi, Silvia Miori, Daniela Pera ed il sostegno delle Casse Rurali Trentine. Così il presidente Silvio Mucchi: “Il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine si prefigge l’obiettivo di consolidare la trentinità creando condizioni ideali per operare nel migliore dei modi al servizio delle Comunità e dei Territori. Tra queste, anche la tutela e la valorizzazione dei beni storici e artistici è concretamente sostenuta dalle Casse Rurali Trentine e il Fondo ha voluto celebrare con orgoglio l’importante anniversario dei 70 anni dall’acquisto da parte di Sat di Palazzo Saracini- Cresseri”.

“La Casa della Sat” si compone di oltre 200 pagine, ricco di testimonianze fotografiche è suddiviso in cinque capitoli che ripercorrono come è nata la Sat (era il 2 settembre 1872 quando fu fondata la Società Alpina del Trentino a Madonna di Campiglio per promuovere la conoscenza delle montane trentine, lo sviluppo turistico delle vallate e l’italianità del Trentino); le diverse sedi Sat (Arco, Riva, Rovereto, Trento); la storia e il contributo di Giovanni Pedrotti, presidente Sat dal 1925 al 1928 (il Palazzo fu la sua residenza principale e “ancora oggi nei suoi spazi sono presenti fotografie, documenti, cimeli che riconducono a lui e agli anni  in cui Sat si radicò nella comunità trentina”) ; la descrizione e la storia degli spazi del Palazzo (la facciata, le pertinenze esterne, il cavedio, la cantina, lo Spazio Alpino, l’atrio, i tre piani fino alla soffitta e alla mansarda sede del coro della Sat); i recenti restauri conservativi e di rifacimento (le porte lignee dipinte, le opere lapidee, le superfici decorate e della facciata).

“Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti - spiega Riccardo Decarli - ha subito nel tempo trasformazioni e adattamenti e questo libro non è solo la biografia di un palazzo e anche un po’ la biografia di chi lo ha abitato”. Decarli ricorda anche qualche curiosità: il Palazzo è conosciuto come Saracini Cresseri, ma i Saracini non vi abitarono né furono mai proprietari; quando ancora l’Adige scorreva in via Torre Verde, via Manci era la strada del mercato e da lì si portavano le mercanzie dalle chiatte che salivano lungo l’Adige passando per l’attuale vicolo Sat; il Palazzo aveva dei portici che vennero abbattuti quando venne allargata la strada; il Palazzo in origine era molto più grande, si affacciava su via Manci fino a via Torre Verde.

A partecipare alla presentazione ci saranno diverse rappresentanze istituzionali e sociali del territorio.

Cosi Claudio Soini, presidente del Consiglio Provinciale: “Sono davvero molto contento di festeggiare i 70 anni della sede della Società degli Alpinisti Tridentini con cui condividiamo l’affaccio su vicolo della Sat. Già nel 2019, con l’allora presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, avevamo celebrato insieme ai nostri ‘vicini di casa’, la restituzione ai trentini della restaurata facciata del palazzo della Sat con l’evento 'Un vicolo, due palazzi'. Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti è conosciuto come la casa della Sat e della montagna. Palazzo Trentini, sede del Consiglio Provinciale, è la casa dei trentini, la casa di tutti noi. I palazzi istituzionali devono essere luoghi aperti e accoglienti, devono trasmettere un senso di appartenenza, non di distanza e chiusura. ‘Se queste mura potessero parlare’, è una frase che si sente spesso dire. Ebbene è anche nostro compito raccontare cosa è avvenuto nel corso del tempo in questi palazzi storici, preziosi testimoni non solo di pregiate finiture architettoniche, ma di importanti momenti di comunità che vanno ricordati e condivisi”.

Per Simone Marchiori, assessore alla promozione della conoscenza dell’Autonomia della Provincia Autonoma di Trento:

“Per definizione la casa è il luogo di riferimento per eccellenza di ciascuno di noi e Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti, da 70 anni la casa della Sat, non fa eccezione. Qui si sono intrecciate e si intrecciano ancora oggi le vite, le testimonianze e le esperienze di tantissimi alpinisti e associati. Racconti racchiusi nei volumi della biblioteca che conta un prezioso volume in più, incentrato proprio sulla storia e sulle persone che hanno abitato il palazzo divenuto Casa della Sat".

A portare il saluto del Comune di Trento, sarà Monica Baggia, assessora all’ Urbanistica e Sviluppo economico. ““È davvero importante la pubblicazione del volume dedicato alla storia di Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti e alle persone che hanno trasformato queste antiche mura nella casa della Sat. Quando è nata, nell'immediato secondo dopoguerra, l’associazione era l'antitesi di tutto ciò̀ che il periodo precedente aveva rappresentato. La Sat promuoveva quella socialità̀ spontanea che, nel Ventennio fascista, era praticamente abolita. La Sat si riappropriava della natura violentata dalla guerra, delle montagne che prima erano un ambiente insicuro e dunque impraticabile. La Sat rappresentava, nel 1947, l'emblema stesso della pace. Poi, nel corso degli anni, l'associazione è cresciuta diventando non solo una scuola di socialità̀, non solo un'accademia della montagna, ma anche un motore di attività̀ per la difesa, la promozione, la conoscenza di quell'ambiente montano in cui è immersa la città di Trento.  La storia di Palazzo Schrattenberg-Cresseri-Pedrotti è dunque un pezzo importante della storia della città: grazie a chi l’ha raccontata e pubblicata in questo bel volume”. C.L.













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