il fatto

Violenza in piazza Santa Maria, distrutto il banchetto dell’apicoltrice

I litiganti hanno usato i vasetti come armi, rovesciando i prodotti. Poco prima avevano danneggiato i tavolini di un bar vicino. Botta e risposta a colpi di comunicati stampa fra Ianeselli e Bisesti



TRENTO. Disordini stamane, giovedì 27 febbraio, in piazza Santa Maria Maggiore: due stranieri, coinvolti in una discussione animata, hanno distrutto il banchetto di Samantha Bolognani, apicoltrice della Valle dei Laghi, che faceva parte del mercato solidale settimanale del giovedì.

I litiganti hanno usato i vasetti come armi, causando il rovesciamento dei prodotti e lasciando la commerciante incredula e spaventata. Poco prima, i due avevano anche danneggiato i tavolini di un bar vicino. La donna ha ricevuto la solidarietà del sindaco, che si è recato in piazza, mentre le forze dell'ordine sono al lavoro per identificare i responsabili.

Botta e risposta a colpi di comunicati stampa, sull’episodio, tra il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il capogruppo in Consiglio provinciale della Lega Mirko Bisesti. Il primo cittadino ha espresso la propria solidarietà alla signora Samantha e all'azienda parlando della città come della "parte lesa" e ringraziando gli agenti della polizia locale e di Stato, che hanno "rintracciato e portato al comando i tre individui che lanciavano vasi di miele al mercato biologico". Bisesti era intervenuto a nome della Lega con la "più ferma condanna per quanto avvenuto in pieno centro, dove un episodio di violenza ha portato alla distruzione di una bancarella e al terrore di chi, con sacrificio e dedizione, lavora ogni giorno per offrire un servizio alla comunità".

"Ci chiediamo ora quale sarà la posizione del Sindaco: continuerà ad addossare la colpa alla Provincia o prenderà finalmente atto della gravità della situazione in città? La sicurezza non può essere affrontata con iniziative simboliche solo in alcuni casi, a seconda della risonanza politica o mediatica. Deve essere garantita sempre, per tutti i cittadini e lavoratori, a qualsiasi ora del giorno", aveva aggiunto. Ianeselli ha definito "intollerabile" l'episodio "anche perché i tre in questione sono ben noti per le loro ripetute intemperanze". "Credo sia tempo di demistificare la retorica secondo cui la responsabilità dei reati degli immigrati è da ascrivere al sindaco - ha concluso il primo cittadino del capoluogo - È il governo nazionale che malgestisce l'immigrazione senza riuscire né a proporre serie politiche di integrazione né a fermare gli sbarchi come promesso pubblicamente. E in Trentino non è certo il Comune ad occuparsi degli immigrati, concentrati in città dalla Provincia autonoma dopo lo smantellamento di un sistema di accoglienza che era un modello d'eccellenza unico, studiato anche all'estero".













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