Vivere il digitale: quattro serate nelle scuole 

Primo appuntamento martedì a Bolognano: l’evento è rivolto alle famiglie degli studenti



ARCO. Abitare il digitale senza subirlo, viverlo conoscendolo. Sono queste le parole chiave l'istituto comprensivo di Arco cerca di far proprie in stretta collaborazione con le famiglie.

Per fare ciò, ha organizzato quattro serate (inizio alle ore 20) nei rispetti plessi di scuola primaria: martedì 8 maggio a Bolognano, il 10 a Massone, il 15 alle G. Segantini e il 17 a Romarzollo. «Conosciamo davvero la rete frequentata dai nostri bambini e ragazzi? - Si chiede l'insegnante Maurizio Zambarda animatore digitale dell'Ic Arco. - A che giochi giocano i ragazzi? Chi c'è dietro uno schermo di una chat? Quali sono i potenziali delle nuove tecnologie? Cosa è meglio fare o non fare? Che cosa è l'identità digitale? Queste ed altre sono le domande alle quali cercheremo di rispondere insieme nelle serate che abbiamo previsto con le famiglie. Il punto di partenza saranno le risposte che gli alunni delle classi quinte hanno dato alle attente domande degli psicologi di Navigare a vista, il punto di arrivo è tutto da scrivere». A scuola «stiamo già facendo un gran lavoro investendo molto per comprendere meglio i potenziali e le insidie della rete – ha commentato il dirigente Maurizio Caproni – ed da qualche tempo abbiamo intrapreso anche un percorso da effettuare con i le famiglie che si concretizza, ulteriormente, con questi incontri». Per la prima volta la task force dell'Ic Arco ruoterà in tutti gli edifici scolastici. «Scuola e genitori devono stringere un patto sull'uso delle tecnologie – ha detto Zambarda – ma per fare questo è necessario che gli “immigrati digitali” sappiano cosa fanno i “nativi digitali” e come lo fanno. Conoscere meglio i mezzi, dai telefonini ai computer, i giochi, spesso acquistati con leggerezza pensando siano solo giochi, e i tanto discussi social. Mamma e papà usano Facebook e Instagram, ma i nostri figli sono su altre piattaforme che cambiano con estrema rapidità». La rete e la tecnologia non solo come oggetti pericolosi «ma anche risorse utili alla didattica – ha detto l'insegnante dell'istituto arcense – con aspetti che possono rafforzare l'inclusività, aiutare i bambini con disturbi specifici dell'apprendimento». Quattro serate importanti che daranno modo agli adulti di conoscere quello che si fa a scuola riguardo le nuove tecnologie e allo stesso tempo poter approfondire il tema per cercare di capire come “vivere” il digitale nel migliore dei modi. Un'occasione importante alla quale a rotazione saranno presenti Flavio Tamburini, Antonio Manara, Nadia Calvetti e Katia Galas, i docenti che si occupano più assiduamente di queste tematiche.













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