Sei idee per salvare le scuole dai pesticidi 

Gli studenti della Fondazione Mach suggeriscono cambi di coltura. Il Comune di Sanzeno permute di terreni e indennizzi


di Fabrizio Brida


SANZENO. Sono state presentate giovedì sera a Casa de Gentili le proposte elaborate dai ragazzi della Fondazione Edmund Mach, in collaborazione con il Comune di Sanzeno, per dare risposta alla problematica dell’utilizzo di prodotti fitosanitari vicino alle scuole elementari e alla scuola materna. L’obiettivo era di suggerire cambiamenti di coltura e l’adozione di pratiche agronomiche che eliminino o limitino al minimo l’utilizzo di fitofarmaci, salvaguardando la salute dei ragazzi e del personale della scuola.

«Vorrei ringraziare innanzitutto i ragazzi e le insegnanti – ha esordito il sindaco di Sanzeno Paolo Pellizzari – sono contento poi di vedere presenti tutti i proprietari dei terreni confinanti con le scuole, in modo che possano venire a conoscenza dei risultati emersi dal lavoro che ha visto impegnati i ragazzi negli ultimi mesi. L’obiettivo è la valorizzazione e la salvaguardia di aree sensibili all’interno del nostro Comune».

Le zone prese in esame comprendono quasi 15 mila metri quadrati di superficie con 8 proprietari interessati.

I ragazzi della Fondazione, alternandosi, hanno quindi presentato le loro cinque proposte, per ognuna delle quali sono stati esaminati lavorazioni, eventuali trattamenti, produttività, costi, parte economica e di marketing.

Le cinque idee si sono concentrate su: prato stabile, patate, vitigni resistenti, erbe officinali e frutteto resistente. In quest’ultimo caso sono state due le varietà di mela prese in considerazione perché resistenti alla ticchiolatura: la “isaaq” e la “lumaga gala”.

Ma la soluzione più interessante per gli agricoltori potrebbe venire dal Comune di Sanzeno, che ha proposto una permuta tra gli appezzamenti confinanti con le scuole e dei terreni attualmente a bosco situati in località “ala Cros”. In questo caso sarebbe riconosciuta una percentuale maggiore di terreno, dall’11 al 27% a seconda del fatto che l’esbosco e la bonifica della terra siano fatti dal Comune o dal privato. Inoltre a ogni coltivatore andrebbe indennizzato il soprassuolo attualmente presente sui terreni confinanti con le scuole.

«È una proposta interessante per gli agricoltori, che potrebbero avere un terreno più esteso, anche se in una zona più defilata, dove poter coltivare tranquillamente – ha spiegato il sindaco –. Le cinque proposte degli studenti a quel punto sarebbero prese in considerazione dal Comune, che potrebbe valutare come impiegare i terreni confinanti con le scuole».

Diversi i riscontri da parte dei proprietari presenti in sala, con alcuni che hanno manifestato le proprie perplessità e altri che hanno fatto i complimenti per l’iniziativa.

«Allontanarsi dalle scuole ritengo sia un vantaggio, non uno svantaggio per chi coltiva – ha dichiarato in conclusione Pellizzari –. Salvaguardare i giovani è importante, ci teniamo alla salubrità dei luoghi che frequentano».













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