Zdenko, fasti e miserie dell'ultimo Thun
Il romanzo di Luciana Battan racconta un personaggio suggestivo
Ascesa e decadenza dei Thun raccontate in un libro. "Zdenko: l'ultimo dei Thun", romanzo storico di Luciana Battan che a breve dovrebbe trovare pubblicazione grazie all'interesse della Provincia, ripercorre al suo interno i fasti di una tra le famiglie nobili trentine più importanti, spentasi circa 30 anni fa con la morte dell'ultimo erede, Zdenko. Un personaggio complicato, acculturato, quest'ultimo conte Thun, costretto a vivere sotto il giogo delle regole nobiliari e lo sguardo severo di una madre presente nella sua coscienza fino alla fine dei suoi giorni. Un uomo dei nostri tempi, che cerca la sua redenzione attraverso l'unico dono che può fare ai suoi posteri: Castel Thun. «Nella sua vita non aveva compiuto opere di grande valore - si legge a termine del romanzo - non era stato né un marito né un padre, non aveva amministrato bene il suo patrimonio, non aveva scritto un libro, però era riuscito a conservare quasi intatto il castello e di questo era orgoglioso». Il grande dono che Zdenko ha deciso di lasciare all'umanità, forse alla fine vivendo solo per questo scopo. Nocciolo del libro la testimonianza di Ezio Turri, custode del castello dal 1974 al 1975: certo, un anno solo, ma in quel poco tempo le vicende che si sono seguite all'interno di quelle stanze sono state così numerose da riuscire a raccogliere tra le pagine di un libro un conte Zdenko a tutto tondo, senza sbavature. Attraverso un ritmo discreto, che in alcuni però si arena in divagazioni e citazioni superflue al contenuto del libro, «il romanzo - commenta l'autrice nella prefazione - verte sul racconto delle vicende dell'ultima famiglia Thun Hoenstein di Boemia, che ha acquistato Castel Thun dagli eredi di Matteo II Thun della linea dinastica di Castel Thun per andarci a vivere». E se il romanzo, diviso in due parti, inizia con una l'arrivo dalla Boemia della famiglia di Zdenko a Vigo nel 1926, in fuga dai bolscevichi, fino a raccontare del massimo splendore della famiglia Thun Hoenstein, e divaga con una panoramica sulla situazione nella valle del Noce con azioni partigiani e rappresaglie tedesche, nella seconda parte si segue l'inesorabile declino della nobile famiglia attanagliata dai debiti, furti, concludendo con la morte - il 30 luglio 1982 - del conte Zdenko nella solitudine del suo maniero. Un uomo solo, ma che tra le pagine del manoscritto si svela innamorato sia dei suoi cavalli che delle belle donne: tra queste Monica Vitti, che corteggia durante le riprese del film di Antonioni "Il mistero di Oberwald" nel 1979 tenutesi nelle stanze del suo castello. E una fantomatica "Lady" (nome di fantasia scelto dell'autrice), con la quale il conte ha una fittissima corrispondenza e una focoso periodo d'amore in quel di Salisburgo. Amore ostacolato dalla madre e da problemi legati all'eredità.