L’alpino di Costabella trova pace
Oggi l’inumazione al sacrario di Castel Dante a Rovereto, domani messa a Trento
MOENA. Oggi le ossa dell’alpino rinvenuto sulla cresta di Costabella al passo San Pellegrino saranno tumulate nel sacrario di Castel Dante (Rovereto). Era il luglio del 2015 quando Livio Defrancesco, presidente dell’associazione “Sul fronte dei ricordi”, vedeva affiorare sul ghiaione della montagna lo scheletro di un soldato italiano, probabilmente un alpino della 206esima compagnia Val Cordevole caduto in un assalto nei primi mesi di guerra. Gli elementi si deducono dagli oggetti rinvenuti accanto alle ossa.
Dopo la segnalazione erano intervenuti i Carabinieri che avevano raccolto i resti rimasti sigillati in una teca fino a pochi giorni fa nella locale stazione di Moena. La “catena” di comunicazione scattata con il ritrovamento si era interrotta chissà dove. Si sa che l’organismo incaricato a dare risposta in questi casi è “Onorcaduti” ma i poveri resti erano stati “dimenticati” a causa delle pastoie burocratiche, uno degli aspetti negativi dell’italiano vivere. Oggi finalmente si terranno le esequie organizzate dall’associazione nazionale Alpini di Trento in occasione del 26esimo incontro italo-austriaco della Pace in ricordo dei caduti delle vittime della Grande Guerra.
Alle 16 scatterà l’alzabandiera nel piazzale del sacrario di Castel Dante a Rovereto e di seguito la cerimonia di inumazione dell’alpino ignoto. Alle 18 a Trento, nel cimitero della città, deposizione di corone al sacrario militare italiano e austro ungarico. Domattina alle 9 invece raduno nel cortile interno dell’Istituto Arcivescovile di Trento con i vari interventi di saluto. Alle 10.30 la sfilata fino a Duomo, dove sarà celebrata la messa da parte dell’arcivescovo monsignor Lauro Tisi. (g.b.)