Da Tezzeli a Carbonare il Percorso dell’acqua
FOLGARIA. Quattro squilli di corno usciti dai mantici di Roberto Marzari, riconosciuto depositario delle tradizioni e dei costumi dell'altopiano , danno il via alla cerimonia di inaugurazione del...
FOLGARIA. Quattro squilli di corno usciti dai mantici di Roberto Marzari, riconosciuto depositario delle tradizioni e dei costumi dell'altopiano , danno il via alla cerimonia di inaugurazione del Percorso dell'acqua che al suo compimento collegherà la frazione dei Tezzeli con Carbonare, seguendo la via d'acqua più importante del territorio cimbro, ovvero l'Astico. Il corno lungo a forma di pipa è più uno strumento svizzero che tirolese, ma le abili mani del "Laimer"- Muraro e le capacità musicali di Roberto lo hanno ben introdotto fra i costumi di quassù. L'occasione è stata voluta dall'amministrazione comunale per festeggiare il termine dei lavori di ristrutturazione del famoso mulino ad acqua del "Nardo Pistor", mugnaio e panettiere dell'Oltresommo folgaretano, ma questa è solo una tappa del percorso dell'acqua che al termine dei lavori partirà dalla sega veneziana del Mein ai tezzeli, per continuare proprio con il mulino in questione, quindi raggiungerà "la trabacola", posto dove si preparavano le unghie ferrate delle mucche per i faticosi spostamenti estivi, quindi i due frassini centenari, la calcherà per concludersi con il ritrovamento preistorico della "Cogola" a Carbonare. Tutto lungo la via d'acqua dove nei tempi andati fiorirono le attività umane più importanti della zona come appunto la segagione della risorsa legno , la macinatura e il confesionamento del pane. Ma anche tutto ciò che serviva alla povefra zootecnia di montagna. L'intervento al mulino è un operazione sinergica di finanziamenti europei, statali , provinciali e comunali, ma ciò che più ha impressionato, come detto dal sindaco Toller"è stata la mobilitazione degli abitanti interessati al corso d'acqua. La famiglia Cuel , proprietari del mulino, ma anche tutti coloro che sono stati in grado di apportare conoscenze ed ingegno". Ecco quindi apprendere che l'idea è nata da un concorso vinto da Alice Dalla Via con una collega di studi di Trento dove si doveva predisporre un percorso per turisti e autoctoni. Martina e Roberto Marzari si sono occupati della tabellazione esplicativa del percorso. Le sorelle Lucia e Leonarda Cuel, proprietarie del mulino , hanno costruito l'anima che vive nel mulino: «aria, acqua e amore per il turista che passa da qui non come un pollo da spennare, ma come amico». Il nonno personaggio mitico è stato ricordato più volte per la sua proverbiale ospitalità e bontà d'animo, dimostrata anche in occasione della strage nazista di Carbonare il 28 aprile 1945, quando ospitò i "carbonaroti" che si rifuggiarono ai Cueli spaventati dalla violenza omicida delle SS. La stessa direttrice dell'Apt Daniela Vecchiato, ha sottolineato che proprio ciò che ci differenzia dagli altri diventa oggetto di attrazione anche per il turista, invitando a riscoprire tutte le peculiarità della zona. Infine il progettista e direttore dei lavori Massimo Stoffella ha illustrato le caratteristiche tecniche dei lavori di ristrutturazione del vecchio mulino. (f.m.)