Alla Campana festa dei 90 anni con Maria Dolens del Duemila

Inaugurata la statua dello scultore Capriotti: una figura femminile protettrice dei morti in guerra e di tutto il creato



ROVERETO. È stata una vera e propria festa di compleanno quella che si è celebrata ieri sul Colle di Miravalle a Rovereto per festeggiare la Campana dei caduti arrivati ai novant’anni e che ogni sera suona per la pace del mondo e per ricordare le vittime di tutte le guerre e di tutte le violenze. A novant'anni di distanza da quando sul bastione Malipiero del Castello di Rovereto arrivò anche l'allora re d'Italia, Vittorio Emanuele III, per ascoltare il suono di Maria Dolens, ieri la festa si è ripetuta con un notevole coinvolgimento della comunità roveretana, primis con il sindaco Francesco Valduga. La Fondazione Opera Campana dei Caduti, come è stato detto, « ha voluto questo momento celebrativo per evidenziare ancora di più che la pace non è mai acquisita in modo definitivo. Anzi. Questo anniversario cade in un momento particolarmente difficile per l’umanità intera. Brutti segnali di guerra e terribili conflitti sempre più estesi si susseguono in un mondo complesso dove le ragioni dell’unificazione si fanno più imperiose, ma non sempre sanno farsi valere».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al Reggente Alberto Robol un messaggio nel quale, oltre a sottolineare il valore e il significato attuale della Campana, si è detto dispiaciuto non aver potuto partecipare alla manifestazione ma, ha scritto, «è come se fossi lì con voi». Dopo il saluto del Minicoro, l'inaugurazione del nuovo percorso espositivo creato da Paolo Aldi negli spazi interni ed esterni della Fondazione. Una mostra che espone oltre 1000 fotografie in un percorso che coinvolge le sale, la terrazza, il boschetto e il parco. Quindi si è passati a scoprire la statua realizzata dallo scultore romano Luciano Capriotti, benedetta nei giorni scorsi in Vaticano da Papa Francesco, che rappresenta una figura femminile che simboleggia Maria Dolens come protettrice non solo dei morti in guerra ma di tutto il Creato.

La mattina è proseguita con un momento ufficiale - accompagnato dalle note del coro S. Ilario e della musica cittadina “Riccardo Zandonai” - dove il Reggente, Alberto Robol, ha messo in evidenza il ruolo che a novant'anni di distanza ha ancora Maria Dolens. Da ieri è anche attivo il sito internet www.attodinominazione.eu dove è possibile assegnare il proprio nome a un migrante scomparso. L’invito è di attribuire il proprio nome e cognome a un numero che rappresenta un migrante, anonimo e sconosciuto, trasformato da uomo a essere nullo, scomparso tra i flutti del mare o nel deserto, nel nulla.

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